IN PRIMO PIANO
La tenda della pace

Il cammino di dialogo interreligioso del gruppo SAE di Cosenza
Il gruppo locale ha raccontato in una pubblicazione che ha voluto dedicare alla memoria di Susanna Giovannini, già responsabile del gruppo, la storia dei 30 anni del loro cammino di dialogo interreligioso dal 1995 al 2024.

Giornata Mondiale di Preghiera 2023


31° Giornata del Malato

RELIGIONI PER LA PACE
Comunicato Stampa
RELIGIONI PER LA PACE
24 febbraio 2022 – 24 febbraio 2023

Ad un anno dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace di Cosenza, come già fatto all’inizio delle ostilità, intende ribadire che la guerra è un crimine nei confronti dell’umanità e che nessuna ragione, politica, economica, territoriale, può giustificarla.
Vittime di questa guerra e di molte altre che si combattono nel resto del mondo sono sempre di più civili inermi, persone innocenti che perdono la vita o i propri affetti e le proprie case. Una distruzione che non risparmia nemmeno i bambini.
La guerra, come ha sottolineato spesso Papa Francesco è “una pazzia. E coloro che guadagnano con la guerra e con il commercio delle armi sono dei delinquenti che ammazzano l’umanità”.
Come credenti dobbiamo non solo rifiutare l’idea del conflitto armato ma adoperarci in ogni modo perché le ragioni della guerra vengano riportate nel solco del dialogo e della riconciliazione fra i popoli. I capi delle nazioni hanno una grande responsabilità nei confronti dei loro cittadini: non permettere che intere generazioni vengano sacrificate per mire egemoniche e strategiche. Anche la Costituzione Italiana, all’art. 11, ha ribadito che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Purtroppo dopo un anno di combattimenti e distruzioni non si intravede la possibilità di arrivare ad una risoluzione del conflitto: continuiamo ad assistere a stragi e devastazioni, interi centri abitati ridotti in macerie, morti e violenze sulle persone, gente costretta a fuggire abbandonando ogni cosa.
La guerra è inevitabile? Possiamo credere che un’altra via è possibile?
Rappresentanti di diverse religioni hanno fatto il loro appello ai governanti perché si fermino le ostilità e si imbocchi la via del dialogo. Ma ogni credente, singolarmente o all’interno delle proprie comunità, è chiamato ad azioni concrete di solidarietà e di sostegno alle iniziative di pace.
Possiamo chiederci: cosa facciamo noi per la pace? Certamente pregare, aiutare concretamente le popolazioni martoriate, accogliere i tanti profughi, fare appello alle autorità. Ma ciò è possibile solo se ognuno di noi ricerca la pace prima in se stesso, nella propria famiglia, nel proprio ambiente per diventare poi veri operatori di pace.
In questa critica congiuntura, in cui i complessi problemi delle nazioni si fondano in un’unica comune preoccupazione per l’intero mondo, non riuscire ad arrestare l’ondata di conflitti e di disordini equivarrebbe ad un irragionevole atto di irresponsabilità. Per quante sofferenze e agitazioni i prossimi mesi e anni possono tenere in serbo e quantunque fosche le immediate prospettive, crediamo fermamente che l’umanità possa affrontare questa prova suprema confidando sull’esito finale: la pace.
Firmato:
Ahmed Berraou, Associazione Daawa
Angioletta Roberto, Chiesa Avventista del Settimo Giorno
Anna Cundari, cittadina ed espressione del Movimento dei Focolari
Beniamino Viapiana, Chiesa Valdese Dipignano
Carlo Antonante Bugliari, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
Caterina Marra, Stella Cometa ODV
Gianfranco Sangermano, MoCI Cosenza Aps
Jens Hansen, pastore Chiesa Evangelica Valdese
Manuela Cundari, cittadina ed espressione del Movimento dei Focolari
Maria Carmela Stancati, Fede Bahá'í
Maria Maiolo, cittadina di fede cattolica
Maria Pina Ferrari, Segretariato Attività Ecumeniche
Pia Morimanno, cattolica
Rosa Ciacco, Associazione Coesistenza
Susanna Giovannini, Chiesa Evangelica Pentecostale Bethel Cosenza
Ugo Milone, Fede Bahá'í
La via della pace passa attraverso i cuori
Il Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace di Cosenza ha promosso una serie di incontri di conoscenza e riflessione sul tema "I percorsi per la pace interiore nelle tradizioni religiose e laiche"
- Martedì 31 maggio con Susanna Giovannini (Chiesa Evangelica Pentecostale Bethel) e papas Pietro Lanza (Protopresbitero dell'Eparchia di Lungro)
- Martedì 6 giugno con Pia Morimanno (Ufficio Diocesano per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso)
- Lunedì 13 giugno con Simone Dario Nardella (Comunità Islamica di Cosenza-Rende) e padre Ioan Manea (Chiesa ortodossa romena)
- Lunedì 20 giugno con il pastore Jens Hansen (Chiesa Valdese Cosenza e Dipignano) e Carlo Antonante (Buddisti Soka Gakkai Cosenza)
- Martedì 28 giugno con la Comunità Baha'i e la Chiesa Avventista del Settimo Giorno di Cosenza
- Lunedì 4 luglio con il Gruppo SAE Cosenza e l'Associazione Coesistenza
- Lunedì 11 luglio con l'Associazione Stella Cometa e Ahmed Berraou (UCOII - Ass. Interculturale Daawa)
Festeggiamenti per i 30 anni di attività del SAE a Cosenza
Con gioia il Gruppo SAE di Cosenza ha accolto l'invito del Delegato del Sinodo don Enzo Gabrieli e dell'Ufficio Ecumenico della Diocesi di Cosenza, di celebrare i suoi 30 anni di attività in Cattedrale, lo scorso 4 giugno alle ore 20, prima dell'inizio della Veglia di Pentecoste.
In ricordo di Francesca Mele
Il gruppo SAE di Cosenza vuole ricordare con questi fiori di amicizia l'instancabile figura di Francesca Mele, storica responsabile del gruppo di Reggio Calabria, venuta a mancare nei giorni scorsi dopo una lunga malattia:
"Dolorosa notizia. Francesca non è più tra noi" Un breve messaggio...una notizia che magari ti aspetti, ma che ti coglie ugualmente impreparata. Non si è mai preparati al distacco dalle persone care. E Francesca è stata nella mia vita una persona importante, una pietra miliare sulla strada dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso. Una strada che a volte non c'era e che ci siamo dovute inventare non senza difficoltà! Insieme, però tutto diventava più facile perchè Francesca era una donna disponibile, determinata, sicura e rassicurante. L'avventura del SAE insieme a lei è stata una esperienza unica! Abbiamo sempre lavorato in sintonia scambiandoci idee, pareri, programmi delle attività che realizzavamo nei due gruppi e realizzandone anche alcune insieme. Penso ai Convegni regionali del SAE (Bivongi, Guardia Piemontese, Lungro), al Convegno di Primavera del Duemila a Rende sognato , programmato e realizzato insieme...a quello di Reggio del 2003. Neanche la tua malattia è riuscita a fermarci. Al telefono ti raccontavo tutto del gruppo di Cosenza e , ti inviavo le locandine degli incontri, ti informavo di quanto avveniva nel SAE in Italia e tu sempre entusiasta a lodare, incoraggiare, a dare consigli. Tu, sarda, hai amato con passione questa terra di Calabria, condividendo ansie, speranze, sogni e progetti dei suoi figli e delle sue figlie. E oggi questa terra di Calabria ti piange come una diletta figlia! Buona strada Francesca, di vero cuore.
Maria Pina
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Ho conosciuto Francesca Mele ad una sessione estiva del SAE a La Mendola dove era venuta con il figlio e da allora il nostro rapporto di condivisione, stima e affetto non si è mai interrotto. Ricordo tra l’altro quando l’ho accompagnata con la macchina a Tarsia per partecipare ad uno dei primi incontri su Gaetano Marrari, il maresciallo reggino comandante del campo di concentramento di Ferramonti. E poi ci siamo sempre visti nei convegni di primavera e negli incontri regionali o nei pellegrinaggi nella Calabria bizantina come quello che ci ha portato a Melicuccà a visitare la grotta di sant’Elia Speleota, la chiesa ortodossa di Seminara e la tomba di san Fantino, il primo santo calabrese vissuto nel iv secolo. Esperienze che hanno sempre più arricchito le mie conoscenze e il mio interessamento per l’ecumenismo. Mi ha continuamente invitato ad andare a Reggio, una visita che non è mai avvenuta. Una volta mentre ero in viaggio per la Sicilia volevo farle una sorpresa perchè era tornata da poco dall’ospedale. L’ho telefonata ma era partita per fare visita alla figlia. Ricordo che si era molto dispiaciuta per questo mancato appuntamento e mi aveva fatto promettere una nuova visita. Francesca, non sono stato in grado di mantenere questa promessa, ma ci sarà un altro appuntamento e tu, come battipista mi hai preceduto, l’appuntamento con l’Eterno.
Andrea
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Non ho avuto il piacere di conoscere Francesca, e mi dispiace. Il distacco dalle persone care è difficile e doloroso; solo una grande fede in Dio riesce a lenire il dolore che si prova. Però aspettiamo nuovi cieli e nuova terra dove la morte, la malattia e la sofferenza non esisteranno più. Questa è la nostra speranza: la riabbracceremo al ritorno del nostro amato Gesù. Maranathà!
Angioletta
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Giornata Mondiale di Preghiera 2022
“Io conosco i progetti che ho per voi” tratto dal libro di Geremia 29, 1-14 è stato il tema del culto liturgico della Giornata Mondiale di Preghiera di quest’anno preparata dalle donne della Gran Bretagna, tema quanto mai attuale sulla speranza, in questo momento di sgomento che stiamo vivendo.
Il momento di condivisione della GMP, a Cosenza è da un po’ di anni che si fa in ambito ecumenico in particolare tra le attività del Sae. Ma la pandemia ci ha costretti ad interrompere le nostre attività e a ricorrere agli incontri virtuali.
Quest’anno per grazia di Dio però nella chiesa Evangelica valdese di Dipignano, proposto da alcune sorelle della comunità, si è celebrata in presenza la Giornata Mondiale di Preghiera lo scorso 13 marzo 2022.
Un segno questo che Dio è in mezzo a noi nonostante tutto. Non è stato un momento ricco nella partecipazione come al solito, però anche nella sua semplicità è stato un momento benedetto voluto dal Signore.
Il messaggio è stato come il tema proponeva, sulla speranza.
Geremia si rivolge al popolo di Israele che era stato condotto in cattività con un messaggio di speranza e lo invita a piantare, produrre e portare il bene anche in terra straniera e tra gente nemica e ostile. Molto attuale in questo nostro tempo dove pandemia, guerra, lockdawn, restrizioni, esilio forzato del popolo ucraino.
L’invito per noi affinché siamo portatori e portatrici di scintille, di semi di speranza.
Seminare anche se le condizioni non sono favorevoli e ci sentiamo abbandonati in un clima che ci opprime e ci attanaglia. Dall’esempio di Gesù che provo’ la desolazione e l’abbandono ma vinse per donare speranza all’umanità fragile ed incapace.
In qualsiasi momento della nostra vita, nei momenti buii come quello che stiamo vivendo la nostra speranza è in Dio, nella sua promessa, che non abbandona mai le sue creature ma le sostiene e se ne prende cura.
Fiduciosi di questa promessa si è distribuito tra i partecipanti un sacchettino con dei semi dentro, I semi della speranza come segno dell’amore costante che Dio ha per noi.
Il momento è stato allietato da canti e da preghiere come la liturgia prevedeva ed è stato condiviso da sorelle e fratelli della comunità Evangelica pentecostale Bethel di Cosenza e dal gruppo SAE collegato online.
Vanda Scornaienchi
Andrà.. tutto bene?
In occasione della XXX Giornata Mondiale del Malato, il Gruppo SAE di Cosenza, in collaborazione con il Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace di Cosenza, organizzano un incontro online dal titolo "ANDRA'.. TUTTO BENE? Disagi ed opportunità in tempo di pandemia" con testimonianze e riflessioni tra perdite e desideri. Vi aspettiamo lunedì 28 febbraio alle ore 18; per richiedere il link di partecipazione, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA PACE È IL CUORE DELLE RELIGIONI, COME L’AMORE
Il Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace di Cosenza, da alcuni anni attivo nella nostra realtà, promuove ogni 27 del mese un incontro di preghiera e riflessione sui temi della pace. Al Gruppo partecipano persone di fedi e religioni diverse presenti in città: Associazione Coesistenza, Associazione Daawa, Associazione Stella Cometa, Associazione UNITALSI, Comunità Bahà’i, Comunità Islamica di Cosenza e Rende, Chiesa Avventista del Settimo Giorno, Chiesa Cattolica Ufficio Docesano Ecumenismo e Dialogo di Cosenza-Bisignano, Chiesa Pentecostale di Bethel, Chiesa Valdese di Cosenza e Dipignano, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Mo.C.I Cosenza, Movimento dei Focolari, Segretariato per le Attività Ecumeniche (SAE) Gruppo di Cosenza. La sua attività si svolge anche nell’organizzazione di incontri formativi di conoscenza reciproca oltre ad iniziative che hanno interessato il mondo della scuola in vista di una educazione alla pace.
Di fronte ai recenti avvenimenti che hanno visto riemergere in Europa situazioni di gravi crisi che possono rappresentare un concreto pericolo di guerra, con conseguenze devastanti per l’intero continente e che potrebbero coinvolgere l’intero pianeta, sentiamo l’urgenza di far sentire la nostra voce per stigmatizzare ogni azione violenta da parte degli Stati coinvolti.
In sintonia con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, appartenenti alle diverse confessioni religiose e alle Associazioni che hanno come vocazione la ricerca del bene comune, diciamo con forza e determinazione:
NO ALLA GUERRA!
Noi crediamo che la guerra non sia mai la soluzione ai conflitti e che occorra fare ogni sforzo per scongiurarla. Il nostro appello si rivolge a quanti hanno a cuore l’uomo nella sua integrità fisica, psichica e spirituale, alle Chiese e alle Comunità di fede a cui apparteniamo, alle Istituzioni, ad ogni componente della nostra comunità civile di qualsiasi credo religioso.
Prendiamo atto di quanto anche i governi stiano cercando di fare attraverso il dialogo e le proposte di pacificazione. Così come ognuno di noi è chiamato a fare quanto è nelle sue possibilità per promuovere azioni di pace e non dovere mai rimpiangere di essere rimasti in silenzio, di essersi voltati dall’altra parte, di non aver ascoltato il grido di dolore delle vittime della violenza.
In quanto credenti riteniamo che un’azione efficace per contribuire alla risoluzione pacifica dei conflitti è la PREGHIERA.
Per questo invitiamo tutti ad una preghiera per la pace, da fare insieme in unione di spirito, con le modalità e i tempi che ognuno vorrà. Nella consapevolezza che Dio o la Legge mistica o qualsiasi realtà ultima riconosciuta dalle nostre fedi, è la fonte della pace che ci interpella come persone, nella relazione con gli altri, per la costruzione di un mondo di pace.
A 40 anni dal BEM: ciclo di incontri

IL VALORE DELLA MEMORIA PER UN CAMMINO ECUMENICO ED INTERRELIGIOSO
Per rivedere l'incontro:
https://us02web.zoom.us/rec/share/SJ3xOiwnUwL118fV0-iKYyKSuyUWGbLaVSwGJHVQRpn8V0aXfcKfRiXBgLOI3lo4.ThmPCg3GPMjsdjr0 (Passcode: UX+1R90%)

Buon Natale e Buon Anno Nuovo dal Gruppo SAE Cosenza

Il Gruppo SAE di Cosenza augura a tutti gli amici e le amiche un sereno Natale e un gioioso 2022.
Rinascere ogni giorno,
guardarsi un poco intorno.
Scoprire che il Natale
può essere speciale
se ci mettiamo impegno
perché diventi il segno
d'un mondo senza guerra
che rinnovi la terra,
senza più divisioni,
odio e sopraffazioni,
senza morti nel mare.
Solo gente da amare!
Poesia di Giacomo Guglielmelli, socio SAE
La cura del mondo mi riguarda
In occasione della Giornata dell'Amicizia Cristiano-Islamica, il Gruppo SAE Cosenza di concerto con il Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace di Cosenza ha organizzato un incontro sul tema "La cura del mondo mi riguarda", che si terrà lunedì 15 novembre 2021 alle ore 18 presso la Sala Tokyo del Museo del Presente di Rende (CS).
Introduce Marta Petrusewicz, assessora alla Cultura del Comune di Rende
Modera Rosa Ciacco, presidente dell’Associazione Coesistenza
In collegamento Zoom:
Brunetto Salvarani, teologo, saggista e critico letterario
Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia
A seguire:
Susanna Giovannini, responsabile del Gruppo SAE Cosenza
Maria Teresa Sala, Movimento dei Focolari, interviene per l’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo
Simone Nardella, rappresentante della Comunità Islamica di Cosenza e Rende
Ahmed Berraou, presidente dell’Associazione DAWA ODV e rappresentante dell’UCOII in Calabria
Le radici dell'antisemitismo nel Cristianesimo?
Il Gruppo SAE di Cosenza è lieto di invitarvi ad un incontro online, il prossimo mercoledì 16 giugno alle ore 18, per parlare insieme ad illustri ospiti degli stereotipi e dei pregiudizi che hanno prevalso negli atteggiamenti dei cristiani nei confronti degli ebrei e dell'Ebraismo, e degli atteggiamenti degli ebrei nei confronti dei cristiani e del Cristianesimo, che hanno dato luogo a fraintendimenti e ferite.In ascolto della Ruach
"In ascolto della Ruach"... insieme! Si sono date appuntamento su Internet le sorelle cristiane domenica 23 maggio alle ore 16 per una celebrazione ecumenica della Pentecoste. Un evento nato dalla collaborazione tra donne della FDEI (Federazione Donne Evangeliche in Italia) e del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) che, dopo aver lavorato insieme a marzo per preparare a livello ecumenico la Giornata Mondiale di Preghiera, hanno sperimentato la dolcezza del "celebrare" insieme da sorelle.
Più di 150 persone da ogni parte del mondo! Toste, intraprendenti, creative, non si sono lasciate scoraggiare da questa lunga e angosciosa pandemia. Non hanno voluto rinunciare alla possibilità di vivere insieme questa Pentecoste sebbene così a distanza. "Cosa sarebbe stato quest'anno”, ha osservato una partecipante, “senza la tecnologia e il digitale, senza la possibilità di essere vicini e vicine seppur a distanza!". Ne è scaturita un’esperienza "unica" di preghiere, narrazioni e gesti che ha coinvolto l'assemblea celebrante riunita virtualmente.
"Che cos'è la Pentecoste per ciascuna di noi?", si è chiesta l'assemblea. Tante le risonanze, e tutte ugualmente significative. Dall'ascolto della Parola, intervallato da musiche e canti bellissimi, sono affiorati racconti e testimonianze, frammenti di vita da diversi angoli della terra....
Tre i temi scelti per la riflessione "Migrazioni", "Ministerialità e giustizia di genere", "Violenza maschile contro le donne", che sono stati articolati a mo’ di lettere, come se la Ruach parlasse oggi alle Chiese, per sostenerle e correggerle.
All'organizzazione dell'evento e alla sua partecipazione ha collaborato anche il Gruppo SAE di Cosenza.
In ricordo di Salvatore Bilotto
Il gruppo di Cosenza attonito e con profondo dolore partecipa al grave lutto che ha colpito l'amico e socio del SAE Andrea Bilotto per la perdita improvvisa del fratello Salvatore.
Uomo dolce e mite, dallo sguardo limpido, silenzioso e comunicativo allo stesso tempo, Salvatore aveva dedicato la sua vita ai malati che accompagnava periodicamente a Lourdes. Per alcuni anni socio del SAE, ha sempre collaborato, anche in qualità di Presidente dell'UNITALSI, alla realizzazione della Giornata Ecumenica del Malato che il Sae organizza ogni anno a febbraio.
Davanti ad un evento così improvviso e devastante, si rimane davvero senza fiato e parole.
Non si fa fatica a ricordarlo, a parlarne forse si. Lui così silenzioso e discreto, ma sempre presente e disponibile. L'uomo del si non per convenienza ma per convinzione. È questo che ci piace ricordare di Salvatore: non si è mai tirato indietro quando lo invitavamo come UNITALSI alle attività del nostro gruppo SAE. Superando la sua ritrosia, anche in questi contesti ecumenici ci raccontava dei suoi viaggi a Lourdes per l'assistenza agli ammalati.
E come dimenticare l'accoglienza che riservava ad ognuno di noi del gruppo SAE di Cosenza negli incontri di consuntivo e programmazione alla fine di ogni anno sociale che si tenevano nell'abitazione di famiglia. Se n'è andato via in punta di piedi, come ha vissuto, vicino alle persone che più gli volevano bene.Ha saputo però, timido e riservato com'era, fare del bene a chi gli stava attorno, attirandosi la stima altrui per il lavoro svolto e per il suo modo di porsi.
Ecco, una vita degna di essere vissuta è proprio questa: quella in cui lasci un buon profumo di te anche quando non ci sei più. A tutti noi, unitamente ad Andrea, il compito ora di non far spegnere questo esempio di accoglienza e condivisione che Salvatore ci lascia.
(Nella foto in alto, il gruppo SAE Cosenza negli anni 2010; nella foto in basso, Salvatore insieme a suo fratello Andrea)
Ebrei e cristiani insieme: un cammino da fare insieme
Continua la nostra collaborazione con il periodico "Missione 2000" dell'Associazione Stella Cometa Onlus.

Fedi in tempo di pandemia
In occasione della Giornata Mondiale del Malato, il gruppo SAE ha organizzato in collaborazione con il Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace di Cosenza, un evento online di testimonianze e riflessioni sul tema "Fedi in tempo di pandemia", sabato 27 febbraio 2021 alle ore 17.30.sulla piattaforma Zoom all'indirizzo https://zoom.us/j/99583792378
La giornata mondiale del malato fu istituita nel 1993 da Giovanni Paolo II. La ricorrenza, fissata all’11 febbraio di ogni anno, viene celebrata in ambito cattolico. Il SAE di Cosenza, già dall’anno 2001 e unica esperienza in Italia, ha avuto l’intuizione di estendere tale evento alla partecipazione delle altre confessioni cristiane presenti in città (Chiesa cattolica di rito bizantino, Chiesa valdese, Chiesa Avventista del 7° giorno, Chiesa pentecostale di Bethel, Chiesa ortodossa rumena). Da allora, ogni anno, è stato organizzato un incontro ecumenico di preghiera per gli ammalati presso la cappella dell’ospedale dell’Annunziata, in collaborazione con i padri cappellani del nosocomio Ugo Brogno e Clemente Marasco oltre al coinvolgimento di degenti, medici e operatori sanitari. Nel corso degli anni all’iniziativa hanno aderito anche l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e le associazioni Stella Cometa, Moci e Unitalsi. Momenti di intensa partecipazione di credenti accomunati dal desiderio di testimoniare la vicinanza a quanti soffrono per la malattia anche con le visite nei reparti. Da registrare in alcune occasioni anche la partecipazione attiva di Carlos Canizo, ebreo sefardita di Cosenza. Da alcuni anni il Sae di Cosenza ha voluto che questa giornata fosse organizzata anche in collaborazione con il Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace che, ogni 27 del mese, così come invocato dallo stesso pontefice Giovanni Paolo II in occasione del trentesimo anniversario dello storico incontro ecumenico di Assisi, si incontra per meditare e pregare sui temi della pace. Nella convinzione che il dolore e la malattia sono esperienze comuni che ci interpellano nella fede, i rappresentanti delle diverse religioni dedicano l’incontro del mese di febbraio ad una riflessione comune sulla malattia. Ci siamo ritrovati in tanti ad ascoltare le testimonianze di credenti che hanno avuto esperienza di sofferenza a causa di gravi patologie o tragici eventi. Alcuni collegati direttamente o per prossimità parentale o amicale alla pandemia da covid19. Storie vissute certamente nel dolore e nella solitudine ma con uno sguardo di speranza e di fiducia in Dio: è stato questo il filo che ha legato i racconti di ognuno con riferimento al proprio vissuto e al proprio credo.
Il sogno di Lea
In occasione del Giorno della Memoria il gruppo SAE di Cosenza commemora "una pagina del libro dell'umanità da cui non dovremmo mai togliere il segnalibro della memoria" - come disse Primo Levi - con degli stralci dal libro di Lea Sestieri.
"Il sogno nacque un giorno di un inverno freddissimo, nel 1947 a Milano, durante una visita a un gruppo di sopravvissuti ai campi di concentramento e di sterminio. Erano alloggiati in quello che restava di una scuola bombardata, in attesa di trasferirsi nell'allora Palestina o in paesi dove avevano alcuni parenti, la loro situazione era più che angosciante. Quando offrimmo ad alcuni bambini qualche giocattolo, essi rimasero allibiti, non sapevano che farne e ci domandavano persino cosa fossero. Guardavo le loro facce, i loro occhi, le loro piccole mani: tutto era triste, tutto era debole, nemmeno il giocattolo li aveva fatti sorridere.
Avevo allora trent'anni e un figlio piccolo di otto anni che avevamo salvato dall'orrore e dalla morte con una emigrazione non facile, ma fortunata. La realtà angosciosa che stavo vivendo in quel momento suscitò in me quel sogno la cui realizzazione ha occupato e continua a occupare la mia lunga vita. Il sogno consiste in questo: far conoscere l'ebraismo per quello che è stato attraverso i millenni e continua a essere oggi; far conoscere il singolo ebreo nella sua realtà giornaliera, un essere umano come tutti gli altri, con i suoi momenti buoni e cattivi, non un animale con la coda, non amante del denaro più di altri esseri umani meno sporco degli altri, non fosse altro per le nostre regole di purità; non vendicativo, come abbiamo mostrato nei secoli; studioso, applicato, amante della pace e soprattutto fedele alla propria ebraicità e all'unico Dio padre di tutti gli esseri viventi (Gn 1,27).
Il tentativo di realizzare questo sogno ha significato per me non solo avvicinare gli altri, ma parlare con loro, conoscerli nel bene e nel male; far loro capire da dove e come possono essersi sviluppati pregiudizi e stereotipi che trppo spesso hanno prodotto proibizioni, costrizioni, persecuzioni (crociate, espulsioni, ghetti, pogrom), e che infine sono sfociati nell'antisemitismo razziale-politico-economico con l'epilogo della Shoah".
(Da: L. Sestieri, Ebraismo e Cristianesimo, Paoline 2000)
Lea Sestieri ha terminato la sua vita terrena il 17 novembre 2018, di Shabbat, all'età di 105 anni. E' stata una grande protagonista dell'ebraismo e del dialogo ebraico-cristiano in Italia.
Ad un anno dalla morte di Maria Vingiani, il ricordo del gruppo
Il 17 gennaio dell'anno appena trascorso, nella pienezza dei suoi anni, Maria Vingiani, fondatrice e prima Presidente del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), terminava la vita terrena lasciando a tutti noi una preziosa eredità di insegnamenti e di stile di dialogo e di incontro. Proprio la notte che fa da cerniera tra la Giornata del Dialogo ebraico-cristiano e l'inizio della Settimana di Unità dei cristiani... Pura coincidenza? Forse! Sicuramente una felice coincidenza per quello che Maria è stata: una pioniera del dialogo ebraico-cristiano.
Fu lei in parte la promotrice dell'incontro del 13 giugno 1960 tra Giovanni XXIII e lo storico ebreo Jules Isaac che ebbe come conseguenza la messa al bando dell'insegnamento del disprezzo nei confronti di Israele e l'avvio di un nuovo cammino, ricco di prospettive future, per il dialogo ebraico-cristiano in Italia. La Dichiarazione Conciliare Nostra Aetate, documento di grande rilevanza ecumenica, si deve in parte a questo storico evento, ancora oggi punto di riferimento fondamentale per il cammino di dialogo tra ebrei e cristiani.
Per noi del Gruppo SAE di Cosenza Maria è stata una presenza costante e rassicurante, che ci ha guidato alla conoscenza dei valori formativi necessari per un corretto approccio alla via del dialogo tra le fedi, con una priorità per il dialogo ebraico-cristiano. Da lei abbiamo appreso che le radici dell'antisemitismo e dell'insegnamento del disprezzo sono presenti ancora oggi. Anche nell'attuale momento storico non mancano i segnali preoccupanti.
"L'odio più lungo è un odio che ancora continua. Deve essere affrontato e combattuto con coraggio e determinazione, per essere trasformato in rispetto e amicizia" (Marco Cassutto Morselli).
Come Gruppo SAE di Cosenza, in questo tempo di crisi globale e di conflitti laceranti, desideriamo creare momenti di dialogo e conoscenza tra le fedi superando le diffidenze, i pregiudizi e ogni forma di violenza. Desideriamo portare in tale cammino di dialogo e conoscenza lo slancio che ci viene dalla ricchezza di fraternità che si vive nella nostra Associazione dove cristiani e cristiane di diverse confessioni con ebrei, musulmani e appartenenti ad altre fedi, superando le diffidenze, i pregiudizi e ogni forma di violenza, sperimentano l'inestimabile valore dell'incontro pacificante nello spazio comune della libertà e del dialogo. Il sogno di Maria!
Maria Pina Ferrari
Auguri dal Gruppo SAE Cosenza

Un anno particolare sta volgendo al termine. Un anno difficile, ricco di imprevisti, rinunce e fatiche.
Abbiamo provato a scrivere quello che il Natale è per noi, in particolare questo; in allegato troverete il libricino da scaricare.
Vi auguriamo di cuore di trascorrere un sereno Natale e sia il 2021 un anno prospero e fruttuoso.
Il Gruppo SAE Cosenza
